Il Cuore del Nemico

È passata una settimana dall’assassinio di Charlie Kirk.

In questi giorni abbiamo osservato l’abominevole reazione di una significativa parte della sinistra – anche della sinistra intellettuale – che ha sminuito, giustificato o addirittura celebrato l’uccisione barbarica di un padre di famiglia davanti a moglie e figli.

Allo stesso guardiamo con preoccupazione la reazione d’impulso della controparte – fra cui si fa strada l’idea di una controffensiva altrettanto feroce e violenta.

Mentre negli Stati Uniti si parla apertamente di guerra civile, c’è da chiedersi: possiamo ancora vedere, in tempi così bui, il nemico come un essere umano?

Giorgio Gaber era un uomo di sinistra, un «comunista». In alcuni momenti della sua vita non è stato per nulla lontano dall’idea della lotta armata. Eppure nel 1980 riesce ad esprimere, con una dolcezza ed un realismo credo difficilmente raggiungibili da chiunque altro, il «cuore del nemico», del suo nemico.

“L’uomo è quasi sempre meglio rispetto alla propria ideologia”

Siamo in grado di fare lo stesso, prima che sia troppo tardi?

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